Terminazione delle cover crop

Tornare a coltivare dopo le colture di copertura

La distruzione delle colture di copertura

Le cover crop devono essere distrutte prima della semina della coltura principale che seguirà, in modo che non diventino infestanti per quest’ultima, costringendo l’agricoltore a costi aggiuntivi per il loro controllo.

Per le specie cosiddette gelive (cioè con scarsa resistenza alle temperature inferiori allo zero) si può contare sulla distruzione ad opera del gelo, negli ambienti in cui le temperature minime siano tali (come intensità e durata) da assicurare il danno alla biomassa vegetale.

In alternativa, le cover crop possono essere distrutte con una o più lavorazioni (aratura nei sistemi di lavorazione convenzionali; altre operazioni che non prevedono il rivoltamento del terreno nei sistemi di agricoltura conservativa).

Per le situazioni nelle quali il gelo e le lavorazioni non riescono a garantire un’efficace distruzione della biomassa (es. specie non gelive in regime di agricoltura conservativa), è necessario ricorrere alla terminazione chimica, con l’uso di erbicidi non selettivi.

Terminazione meccanica

Al momento l’opzione più utilizzata per la terminazione delle cover crop che superano l’inverno è quella chimica mediante l’impiego del glifosate. A seguito di una lunga discussione in sede europea relativa ai possibili rischi di cancerogenicità del principio attivo, nel mese di dicembre del 2017 la Commissione Europea ha rinnovato l’autorizzazione all’impiego del glifosate per 5 anni.

Sia per gestire la situazione che si creerà nel caso in cui l’autorizzazione non venga ulteriormente rinnovata, sia per evitare l’uso di erbicidi di sintesi (es. in agricoltura biologica), risulta importante studiare l’efficacia di diversi mezzi di terminazione meccanica delle cover crop.

Un prototipo per la terminazione meccanica

La terminazione meccanica si basa sull’uso di attrezzi che con funzioni diverse danneggiano le piante. L’efficacia di distruzione dipende da molti fattori, i più importanti dei quali sono lo stadio di sviluppo della cover crop, i parametri operativi di lavoro, la biomassa aerea delle cover crop, il tipo di apparato radicale e le condizioni meteorologiche dopo l’intervento.

Il Progetto X-COVER si pone quindi l’obiettivo di confrontare l’efficacia di attrezzi singoli o in combinazione su specie diverse a diverso stadio di sviluppo, valutandone i relativi costi operativi in termini di consumi energetici e di lavoro.

Poiché normalmente le aziende svolgono la terminazione utilizzando le macchine per lavorazioni secondarie del terreno presenti nel loro parco mezzi, il progetto realizzerà un prototipo dedicato alla terminazione meccanica che consenta di sperimentare differenti combinazioni di utensili, opportunamente progettati e singolarmente regolabili nei loro parametri di lavoro.

La terminazione innovativa in X-COVER

Terminazione innovativa

Il progetto prevede la realizzazione di un prototipo per la terminazione meccanica delle cover crop, che sarà progettato studiando le condizioni di massima efficacia di danneggiamento della vegetazione (taglio/schiacciamento ed eradicazione) da parte di organi lavoranti.